Lo Studio

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Sono la dott.ssa Rosalba Pavone, nel mio studio ho cercato di creare un ambiente confortevole sia per i piccoli pazienti che per gli adulti in modo da rendere più piacevoli gli incontri per le cure. La mia attenzione è rivolta al benessere dei pazienti sia per la qualità dei trattamenti ricevuti che per la cordialitàdisponibilità con cui sono accolti.
E’ stata realizzata un’area gioco per i più piccoli in modo da farli tornare più volentieri agli appuntamenti successivi o semplicemente dove si intrattengono nel caso in cui sono i genitori a dover ricevere cure.
E’ garantito il rispetto della privacy e sono rispettati elevati standard di sterilizzazione della strumentazione per la tutela della salute dei pazienti. Grazie ad un aggiornamento costante degli operatori e all’impiego di materiali, tecniche e strumentazione di moderna concezione sono certa di poter venire incontro alle diverse esigenze dei pazienti.

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La scelta fra le due diverse soluzioni terapeutiche non può seguire regole standard valide per tutti i pazienti, a seconda del caso particolare l’operatore indirizzerà il paziente verso l’una o l’altra opzione. A carattere puramente indicativo l’Implantologia è da preferire nei casi di perdite dentarie singole con presenza di denti adiacenti sani; se si deve sostituire una protesi fissa a 3 o più elementi si ripeterà invece lo stesso tipo di soluzione riabilitativa. La protesi fissa tradizionale se ben eseguita non presenta casi di insuccesso, l’Implantologia invece può avere una minima percentuale di insuccesso soprattutto se non si effettua prima un’attenta valutazione di alcuni parametri quali la quantità e la qualità dell’osso, la presenza di patologie come il diabete con complicanze circolatorie, il fumo, la scarsa igiene orale e la parodontite non trattata.

Le cause di alitosi possono essere diverse, un’infiammazione cronica della gengiva (parodontite), cattive abitudini alimentari e non ultime problematiche di natura non strettamente odontoiatrica bensì riguardanti l’apparato rino-faringeo e l’apparato gastro-enterico. La gran parte dei casi però ha come origine affezioni di pertinenza odontoiatrica che possono essere rilevate nel corso di visita specialistica. Non c’è una cura uguale per tutti, sebbene seguire le istruzioni di igiene domiciliare determini in molti casi la risoluzione del problema; ogni paziente dovrà seguire un percorso individuale finalizzato alla cura di tutte le possibili cause presenti

Non esiste un’età giusta per iniziare il trattamento ortodontico in un bambino sebbene si ritenga che aspettare i 6-7 anni, e quindi l’ eruzione dei primi molari permanenti, risulti essere un buon compromesso. In alcuni casi però, e soprattutto quando il bambino è disposto e motivato a collaborare con l’ortodonzista, è opportuno iniziare il trattamento anche in dentizione da latte. Un morso incrociato posteriore, ossia quando i denti dell’arcata inferiore chiudono all’esterno rispetto a quelli dell’arcata superiore, diagnosticato intorno ai 4-5 anni può rappresentare un’indicazione al trattamento in quella fascia d’età con un’espansione dell’arcata superiore contratta in modo tale da re-indirizzare la crescita ossea.

La malattia parodontale è un’infiammazione della gengiva che, se trascurata, può portare alla mobilità progressiva e poi alla perdita dei denti stessi. L’età di insorgenza è solitamente dopo i 40 anni sebbene alcune forme più gravi abbiano un’insorgenza precoce. La causa di questa infezione è la presenza di placca batterica e tartaro che, se non rimossi adeguatamente, portano ad una progressiva infiammazione prima gengivale e poi parodontale più profonda. Ad influenzare poi la gravità della malattia intervengono fattori genetici e anche il fumo. La terapia consiste nella periodica eliminazione del tartaro sia sulla superficie dei denti mediante ablazione che più in profondità a livello delle tasche parodontali mediante courettage sottogengivale. A questa si associa l’assunzione domiciliare di collutori a base di clorexidina; nei casi più gravi potrebbe poi essere necessario ricorrere a chirurgia parodontale per ridurre la profondità delle tasche.

L’apparecchio invisalign è costituito da una serie di mascherine trasparenti che il paziente sostituisce autonomamente a casa ogni 14 giorni. Normalmente questo apparecchio viene utilizzato nei pazienti adulti che hanno completato l’eruzione dentaria. Esiste però un apparecchio denominato Invisalign Teen con cui è possibile trattare malocclusioni anche in adolescenti. Per quanto riguarda il tipo di malocclusione che l’apparecchio invisalign può correggere è indispensabile effettuare una visita specialistica; in linea generale le mascherine correttive possono correggere casi di affollamento dentale, di eccessiva spaziatura fra i denti, di morso incrociato e di morso profondo.

La crescita dei denti del giudizio è spesso ostacolata dalla mancanza di spazio per cui rimangono in parziale inclusione ossea e/o mucosa. La mancata crescita di questi denti comporta una continua esposizione ai fluidi orali e alla placca batterica con possibile insorgenza di carie o di infiammazione acuta della gengiva. L’infiammazione tende a ripresentarsi periodicamente e con gravità variabile e in alcuni casi l’infiammazione è tale per cui a stento si riesce ad aprire la bocca. In questi casi l’estrazione è vivamente consigliata; nei casi in cui invece il dente rimane interamente nell’osso e non preme sulla radice vicina non c’è una precisa indicazione all’estrazione. Non è necessaria l’estrazione anche nei casi ortodontici di affollamento dentario.

Nelle giornate successive ad una devitalizzazione è possibile che si abbiano fastidi, soprattutto in termini di risentimento in masticazione alla base del dente curato, che però sono destinati ad attenuarsi. Altra situazione è invece il dolore che compare a distanza di tempo, anche anni, dal termine di una terapia canalare: in quest’ultimo caso il dolore è originato da una reazione infiammatoria non più all’interno del dente bensì a livello dei tessuti circostanti. La permanenza di residui necrotici pulpari può infatti determinare, soprattutto in condizioni di difese immunitarie più basse, un processo infiammatorio attorno alla radice tale per cui diventa necessario un ritrattamento sul dente devitalizzato. Solitamente la rimozione del materiale da otturazione canalare vecchio e l’eliminazione dei punti di pressione sul dente,che si avverte più lungo, associati eventualmente a terapia antibiotica sono sufficienti per la risoluzione del fastidio, successivamente si procederà alla nuova chiusura dei canali del dente.